Sanità marsicana, la strada della salvezza passa per la compattezza

Sanità marsicana, la strada della salvezza passa per la compattezza

Pubblicato da Luca Di Giampietro il giorno 25-01-2016   10:32:12
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“Sulla sanità, obiettivi e strategie devono essere condivisi con le comunità – così il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio è intervenuto sul destino del comparto sanitario e sulle scelte che riguardano l’Azienda sanitaria locale 1 – il sistema sanitario regionale, attualmente interessato da un importante processo di cambiamento con il decreto Lorenzin, deve ripartire dalle Aree Vaste, Teramo-L’Aquila-Avezzano-Sulmona e Pescara-Chieti-Lanciano-Vasto, ascoltando i rappresentanti istituzionali di ogni area che ben possono interpretare le reali esigenze dei territori di riferimento. Del resto, ragionare partendo dal sistema province è piuttosto anacronistico e sorpassato dall’attuale riforma costituzionale, in un contesto sociale che sempre più vuole tutti i principali servizi al cittadino, divisi a seconda dei territori e delle relative caratteristiche orografiche. Ai consiglieri regionali di maggioranza e minoranza che rappresentano il territorio marsicano sugli scranni del Consiglio Regionale, chiedo di fare squadra e procedere compatti e uniti – continua il sindaco – dando voce alle Aree Vaste, che hanno le potenzialità idonee per analizzare, più da vicino e più a contatto con gli utenti, le reali esigenze, al fine di rendere servizi migliori e maggiormente conformi al territorio. Per questo, chiedo al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, di convocare quanto prima il comitato ristretto dei sindaci, per valutare lo stato dell’arte del sistema sanitario regionale, delineare una linea guida condivisa, mettendo in campo proposte che siano il riflesso delle necessità dei rispettivi bacini di utenza. È in procinto la scelta del nuovo direttore della Asl 1 – conclude – confido e sono certo che la Regione Abruzzo individuerà una figura con competenze tecniche e manageriali di riconosciuta professionalità, aldilà delle mere logiche politiche, tenendo ben presente quanto questi criteri possano fare la differenza per i servizi resi al cittadino e per il bilancio sanitario”.