'Il caos regna sovrano al concorso', pioggia di ricorsi contro Asl L'Aquila

'Il caos regna sovrano al concorso', pioggia di ricorsi contro Asl L'Aquila

Pubblicato da Luca Di Giampietro il giorno 22-01-2016   12:14:44
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"Il caos regnava sovrano, i concorrenti avevano la possibilità di entrare e uscire dall'aula, i cellulari squillavano in continuazione, si aveva la possibilità di copiare tra i concorrenti, addirittura ci è stata data la possibilità dal presidente della commissione esaminatrice di poter cambiare la risposta durante l'esecuzione del quiz apponendo una scritta no sulla risposta ritenuta sbagliata per poter poi mettere un altra crocetta sulla risposta ritenuta giusta".

È la testimonianza di uno degli 800 candidati che lo scorso luglio ha partecipato al concorso per quattro posti di operatore socio sanitario a tempo indeterminato bandito dalla Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, che tramite gli avvocati Mario Angelo Candido e Francesco Di Genova, insieme ad un altro centinaio di concorrenti ha presentato istanza di sospensiva al Tar, dopo aver rilevato una serie di irregolarità durante lo svolgimento della prima prova scritta.

Richiesta di sospendere il concorso i legali l'hanno fatta anche alla stessa azienda sanitaria, che però non ha risposto all'istanza e sta procedendo, da oggi per tre giorni, con la seconda prova orale. Il caso è stato denunciato anche alla Regione Abruzzo, al Ministero della Sanità, alla Procura della Corte dei Conti e alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

I fatti denunciati risalgono al 28 luglio scorso, quando al palaghiaccio di Roccaraso (L'Aquila) si è assistito ad un vero e proprio caos, stando a quanto riferiscono ad AbruzzoWeb alcuni concorrenti e lo stesso avvocato Candido, esperto di diritto del lavoro con particolare riferimento alla Sanità, al quale si sono rivolti.

Un concorso con numerosi "vizi di carattere formale", spiega Candido a questo giornale.

"L'anomalia più rilevante è che il bando prevedeva una prova pratica individuale consistente nell'esecuzione tecnica di manovre, anche simulate, che dimostrassero la capacità e l'abilità nelle prestazioni sanitarie, invece è stata fatta eseguire una prova scritta collettiva consistente in un questionario con risposta multipla, che per legge è equiparato ad una prova scritta".

"I candidati - aggiunge l'avvocato - molti dei quali con esperienza, essendo da anni in servizio presso la Asl, si erano preparati alla prova pratica invece questa si è trasformata in scritta".

"Ci sono poi una serie di irritualità - dice - tra cui quella di aver ricevuto in consegna i fogli contenenti il questionario che avrebbero dovuto essere timbrati e vidimati e invece non lo erano".

La consegna degli elaborati, poi, "non è avvenuta nella stanza del concorso ma in una attigua" e questo ha comportato un caos al momento della riconsegna. "Alla fine del tempo a disposizione, 800 candidati si sono messi in fila, entrando in contatto tra loro per lungo tempo con la possibilità di confrontarsi e persino correggere gli elaborati".

A raccogliere i quiz, inoltre, vi erano "presumibilmente dei semplici impiegati della Asl" e "nessun componente della commissione, mentre la legge prescrive che il candidato debba presentarsi con una busta grande contenente l'elaborato e un'altra contenente le generalità, e che la consegna debba avvenire alla presenza di almeno un membro della commissione che verifichi il contenuto delle buste e le sigilli, provvedendo a siglarle sul lembo".

Cosa non avvenuta e che potrebbe dunque aver portato anche a confondere i compiti.