Incentivi per restare a lavorare al sud

Incentivi per restare a lavorare al sud

Pubblicato da Plinio Olivotto il giorno 08-09-2017   18:01:13
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Si chiama “Resto al Sud”, la nuova misura che sarà gestita da Invitalia per incentivare i giovani all’avvio di attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno.
Il cosiddetto “Decreto Sud” - D.L. 91/2017 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 141 del 20 giugno 2017 ha subito numerose novità durante l’iter di conversione.
L'obiettivo è raggiungere una platea di 100 mila possibili nuovi imprenditori con una dotazione complessiva di 1,25 miliardi di euro in nove anni.
L’agevolazione “Resto al Sud” intende favorire la nascita di nuove micro e piccole imprese nel Sud Italia mediante un intervento di carattere agevolativo rivolto ai giovani nuovi imprenditori di età compresa tra i 18 ed i 35 anni e agli imprenditori agricoli under 40 residenti in Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria che presentino i seguenti requisiti:
ü siano residenti nelle regioni Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria al momento della presentazione della domanda o vi trasferiscano la residenza entro sessanta giorni dalla comunicazione del positivo esito dell’istruttoria;
ü non risultino già beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.
L’agevolazione può essere usufruita anche da società dove solo alcuni soci hanno i requisiti; in tal caso le società o cooperative possono essere costituite anche da soci che non abbiano i requisiti anagrafici (età da 18 a 35 anni), a condizione che la presenza di tali soggetti nella compagine societaria non sia superiore ad un terzo dei componenti e non abbiano rapporti di parentela fino al quarto grado con alcuno degli altri soci.
Le agevolazioni saranno concesse fino ad un massimo di 50.000 euro per ciascun richiedente con un massimo di 200.000 euro; ad esempio nel caso di società costituita da tre soci di cui due in possesso dei requisiti sarà possibile richiedere fino a 100 mila euro (50 mila per ogni soci avente diritto e requisito dei 2/3 rispettato).
L’agevolazione è per il 35% a fondo perduto ed il restante 65% con un prestito a tasso zero che dovrà essere rimborsato in 8 anni. Il prestito sarà effettuato da una banca con la copertura dello Stato attraverso un apposito Fondo di Garanzia.
Molto opportunamente, inoltre, sono previste forme di accompagnamento da parte di enti pubblici, Università ed associazioni del terzo settore, a supporto del progetto.
Sono escluse le attività libero professionali e del commercio, a meno che il giovane non intenda produrre dei beni in proprio da vendere e i proponenti non devono risultare titolari di altra attività d’impresa o di contratto a tempo indeterminato fino a restituzione completa del finanziamento.
Le domande di accesso al finanziamento potranno essere presentate, fino ad esaurimento delle risorse stanziate, in via telematica a Invitalia, con una piattaforma dedicata sul sito istituzionale dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.a. – Invitalia, che opera come soggetto gestore della misura, entro 60 giorni successivi alla data di comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria.